
Antonio Di Pietro e Claudio Messora: due blogger a confronto
Blogger a confronto, alla festa dei Pirati
Li chiamano pirati, pedofili, persone che odiano, socialmente disturbate, ladri, esibizionisti o semplicemente stravaganti: sono i
netizen, i cittadini che navigano in rete e migrano in massa dal vecchio modello di
comunicazione piramidale, radio, stampa e televisione, verso un futuro fatto di interconnessione, di confronto ad armi pari, di
informazione meritocratica che si diffonde solo se esprime davvero la pancia della gente, le sue aspettative e le sue convinzioni.
Oggi, i pirati sono in festa, tutti insieme
al teatro Capranica di Roma, a soli 100 metri da quel
Parlamento ostile che in due anni ha saputo esprimere ben
otto tentativi di ricondurre la rete allo stato di asservimento che caratterizza la quasi totalità dei media ufficiali, quelli che hanno governato le menti e i popoli per quasi un secolo.
La rete è qualcosa di nuovo. La rete è altro. In rete
ognuno vale uno. Tanto è vero che
Antonio Di Pietro e
Claudio Messora, due cittadini separati da un
abisso mediatico nel mondo dell'informazione tradizionale, in rete hanno invece una
visibilità commensurabile, e ne parlano insieme, in diretta dalla
tana dei bucanieri del Capranica.
Questo è il loro intervento alla
II Festa dei Pirati.