
Sono in viaggio, di ritorno dal Congresso IDV che sta facendo discutere, soprattutto per l'appoggio a
De Luca per la Presidenza della Regione Campania.
Da un lato c'è un
partito (da ieri lo è) che ha sempre fatto della
caccia all'indagato la bandiera della propria rivoluzione bianca. Dall'altro c'è una regione, la Campania, che non si vuole consegnare al centro destra e, per il tramite di un prestanome apparentemente pulito, secondo molte fonti al
clan dei Casalesi, per la proprietà transitiva dell'uguaglianza: Caldoro = Cosentino = (secondo la magistratura) Casalesi.
Il Fatto Quotidiano muove critiche pesanti ma contraddittorie. Travaglio parla di
errore politico, ma poi scrive che non si poteva fare diversamente. Accusa De Magistris di mancanza di
coraggio, ma poi aggiunge che se avesse lasciato Bruxelles i suoi elettori non gliel'avrebbero mai perdonato (
allora ha fatto bene?). Dello stesso tenore le riflessioni di Gomez.
Delle due l'una: se non c'era alternativa, al grido di "
il fine giustifica i mezzi" si può mandare giù il rospo, ricordando sempre che sono stati almeno imposti dei paletti precisi alla candidatura: le
dimissioni immediate in caso di condanna, auspicabilmente in primo grado. Se invece è preferibile il rischio di rinforzare i
legami camorristici con le istituzioni, pur di preservare l'integrità di un principio, allora bisognava gettare la spugna e abbandonare la partita.
Sicuramente è uno di quei momenti in cui la scacchiera mostra una disposizione complessa dei pezzi. Forse una
mossa giusta non c'è, perché in entrambi i casi si sacrifica qualcosa. Nel primo caso
IDV sacrifica se stesso, nel secondo caso si sacrificano i cittadini campani (ammesso che De Luca si dimostri l'amministratore capace che i salernitani affermano egli sia).
Se sia dunque preferibile un'Italia dei Valori in versione
martire islamico, pronta a farsi saltare in aria pur di tenere alte la prime linee, o un IDV
dogmatico che sacrifica Isacco pur di obbedire al comandamento di un Dio inflessibile e tirannico, è materia di esercizio stilistico per barbuti politologi, ma in sintesi la questione è: volete libero
Gesù o
Barabba? Di Pietro o De Luca?
Nell'attesa del mio ritorno e della pubblicazione del materiale che ho girato al congresso, che nei prossimi giorni approderà sul blog, voglio lasciarvi con un
sondaggio,
importante per due motivi. Primo: viene inaugurato il
nuovo motore di sondaggi interni al blog, che sarà consultabile nel tempo e resterà a testimonianza del volere del popolo della rete. Secondo, essendo molti dei frequentatori del blog anche
elettori di centrosinistra, è forse il primo sondaggio ad essere ampiamente affidabile e
rappresentativo, perché centra il target con estrema precisione.
08/02/2010 Giusta la candidatura di De Luca in Campania?
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