L'invasione degli Ultracorpi
Ti cercano. Usano raffinati strateghi. Li chiamano uomini di marketing, i quali costruiscono elaborati sondaggi. E’ così che ti individuano. Costruiscono per te una nuova vita, un sogno talmente reale da sembrare vero, tagliato su misura per te. Vedrai, sarà entusiasmante. Te lo consegnano a casa, confezionato a dovere, un baccello sotto al letto contenente una versione migliore di te stesso. Ti irretiscono, ti adescano con un pacchetto premium in offerta per sei mesi, che ti terrà incollato al televisore giorno e notte.
Così, ti isolano. Così, lentamente, ti addormentano.
E’ a quel punto, mentre dormi, che ti prendono, quando la tua coscienza è ormai incapace di distinguere la verità dalla finzione, la realtà dalla fantasia. Ti prendono e si sostituiscono a te.
«Mentre dormi, assorbono la tua mente, i tuoi ricordi.»
Quando ti risvegli, non sei più tu. Sei tu, ma hai i loro pensieri, rispondi ai loro comandi, esegui i loro ordini. Tuo marito o tua moglie, i tuoi figli, i tuoi genitori, tutto diventa completamente estraneo. Non soffri più, non ami più, non vivi più, non ne hai bisogno. Altri vivono per te, puoi vederli, puoi condividerne i sentimenti collettivi. Sono emozioni buone, scritte e selezionate dai migliori sceneggiatori perché tu possa avere il meglio di ciò che eri. Non che serva realmente, no… Ma crea l’illusione della continuità, come il ciclo mensile quando prendi la pillola. Potrai sperimentare una sofferenza controllata, una gioia misurata, un’aggressività equilibrata, un’esuberanza contenuta, una curiosità discreta, un coraggio prudente, una calcolata incoscienza, riderai quando tutti ridono, piangerai quando tutti piangono, ti indignerai al segnale convenuto, ti mostrerai comprensivo e magnanimo con l’approssimarsi del Natale. Non dovrai più preoccuparti di nulla, penseranno a tutto loro.
In cambio, dovrai solo premurarti di segnalare amici e conoscenti ancora svegli. Riconoscerli non sarà difficile: avranno un’espressione preoccupata, vagamente sconcertata, sembreranno insoddisfatti e alla costante ricerca di qualcosa. Ti fermeranno sull’ascensore, nell’androne di casa, ti chiameranno al telefono e intratterranno con te conversazioni incomprensibili, inaspettate, dai contenuti ansiogeni, a tratti paranoidi. Useranno toni allarmistici, si guarderanno intorno con circospezione, cercheranno di convincerti che c’è qualcosa di sbagliato, che bisogna avvertire, avvisare qualcuno. Ti diranno di avere chiamato le autorità ma di avere riattaccato perché non c’è da fidarsi neppure di loro. Alcuni arriveranno a guardarsi dai loro stessi familiari. Ti diranno che la televisione racconta falsità, che i giornali scrivono bugie, cercheranno di negare perfino l’evidenza, e cioè che tutto va bene.
Sono uomini e donne che odiano, seguaci del libero arbitrio, incomprensibili nostalgici di una condizione umana ancora vittima dell’incertezza, di sentimenti grezzi che infliggono inutili turbe emotive, fanatici individualisti che inspiegabilmente non amano l’insalata in busta, il latte in polvere, la carne in scatola, i sughi pronti, Uomini e Donne, il Grande Fratello, Amici, San Remo e l’Isola del famosi. Non credono in niente se non in se stessi, sono sospettosi e diffidenti, non cantano gli inni, non fanno squadra, non si attaccano le spillette al bavero della giacca, non imparano mai niente a memoria e sono divorati dall’intimo convincimento di dover salvare il mondo.
Non rappresentano un vero problema, se non per se stessi, perché è evidente che è questo loro stesso disagio a denunciare un malessere che deve essere curato. Qualora dovessi incontrarne uno, non preoccuparti: licenziati cordialmente, torna a casa, telefona al numero verde e consegna il suo nominativo. Un baccello verrà spedito al suo domicilio e prima o poi, vedrai, si addormenterà anche lui. Nessuno può restare sveglio per sempre.
Io, per parte mia, continuo a correre in mezzo alla strada, continuo a battere le mani sui finestrini delle auto, urlando come un pazzo, cercando di mettere in guardia guidatori e passeggeri, avvisandoli del pericolo, tentando disperatamente di convincerli che c’è un invasione in corso: l’invasione degli ultra-spettatori.
Il mio baccello è lì, sotto al letto. Al suo interno tutto è pronto da tempo, ma io non mi addormento... no.
Io resto sveglio.
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(*) in quanto pericoloso terrorista