Giuliani Live 19 ottobre 2009

Giuliani Live 19 ottobre 2009

Giuliani Live 19 ottobre 2009


Pubblico l'intervento di ieri sera in diretta streaming, contenente gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda Giuliani e sugli indicatori delle sue apparecchiature di rilevamento.

Trascrizione dell'intervento live


 Buonasera a tutti. I nostri poderosi mezzi di registrazione non ci consentono di essere sempre pronti e preparati come vorremmo, nella fattispecie io speravo che l'audio andasse perché non vedo nessuna barrettina illuminarsi, ma sono i misteri della tecnologia. Però voi mi dite in diretta che si sente, quindi ci fidiamo. Parte la diretta radon di stasera. Questa cosa sta diventando progressivamente sempre più importante,  e mi rendo conto che anche la vostra ansia è importante e quindi andiamo subito a dare gli aggiornamenti.

 Ho sentito Giampaolo Giuliani e anche stasera ci sono diverse novità, perché parlare con lui è sempre un modo per imparare, una specie di educational channel, "tutto sui terremoti", e scopro sempre cose nuove che non vedo l'ora di trasmettervi. Innanzitutto abbiamo fatto una carrellata sui rivelatori di radon che in questo momento sono attivi, ovvero Gran Sasso, Coppito e Magliano. Come al solito tutti misurano dei livello sopra la soglia del radon: il Gran Sasso sta a circa 2.200 conteggi sopra. Per sapere cosa significa “conteggi” aspettiamo l'uscita del dvd. Coppito, anche lui 2.200 sopra la soglia, Magliano circa 2.300 conteggi sopra la soglia ma grossolanamente siamo lì.
 Questo ci permette di dire che a Sora non si vedono grossi eventi, soltanto strumentali ma con una frequenza anche molto contenuta, cioè non tantissimi. Nell'aquilano, nel basso Aterno e Monti della Laga, parliamo altresì di un massimo 2.2 e 2.4 tra stanotte e domani mattina, più un incremento di eventi strumentali al di fuori, tra l'altro, del raggio di azione. Cioè abbiamo: Sora nessun grosso evento e solo strumentali con una frequenza scarsa; L'aquilano eventi 2.2-2.4. Mentre ero al telefono con Giampaolo guardavamo i grafici segnalati dai suoi rilevatori e a un certo punto c'è stato un piccolo giallo, perché tutti i rilevatori segnavano delle scosse strumentali ma non si capiva bene da dove provenissero, perché la distanza, che è fondamentale per fare le triangolazioni - ovvero se un evento è visto più vicino da Magliano e più distante dal Gran Sasso si può capire più o meno in che direzione punta: per fare la triangolazione ce ne vogliono tre, ovviamente, di stazioni - era identica: tutte e tre segnavano la stessa distanza, e non era una distanza piccola tale da far pensare al centro di un triangolo equilatero, bensì segnavano eventi al di fuori del raggio della strumentazione che, ricordiamolo, va dai 100, ai 120/130 chilometri massimo. Questo fa in modo che i rilevatori si comportino – e lo abbiamo già accennato in passato – come un unico rilevatore che è in grado di segnalare la presenza di eventi di varia magnitudo ma non può dire con esattezza la localizzazione dell'epicentro.
 Quindi, ricapitolando: eventi strumentali con poca frequenza a Sora, con un po' di frequenza in più nell'aquilano e basso Aterno e degli eventi strumentali al di fuori del raggio di azione dei rivelatori. Questo è sostanzialmente quello che vi interessa sapere, poi ci sono le domande. Le fate sul blog, le fate su Facebook, le fate talvolta nella chat, a volte anche per sms. Sarebbe bello che trovassimo un posto unico dove condividerle in maniera che ogni sera io sappia esattamente quale delle vostre domande leggere. Per il momento cominciamo a rispondere a queste.

 C'è Katia che dice che è attivo un indicatore delle pieghe e delle faglie di una montagna, probabilmente installato sotto al Gran Sasso, e vuole sapere qualche cosa in più, vuole sapere da Giampaolo se ne è al corrente e se serve per prevedere i terremoti. Giampaolo mi ha detto espressamente che è una tecnica che è in uso da alcuni anni, parecchi anni, a dire la verità, e sono misure interferometriche sotto al Gran Sasso. L'interferometro è stato montato da tantissimi anni e fa parte di quei sistemi che possono essere tenuti in considerazione insieme ad altri fattori, si chiamano “precursori sismici deboli”, per avere informazioni sulla previsione dei terremoti. Ma nonostante esista da molti anni, in realtà non è mai stato usato per contribuire a prevedere un terremoto. Fa parte di quei sistemi probabilistici, mentre Giampaolo ha sviluppato un sistema che si può dire deterministico ed è questo il grosso cambiamento rispetto ai sistemi che sono tradizionalmente in auge. Il sistema probabilistico ti dice che, non si sa esattamente dove nè quando, c'è una certa probabilità che si verifichi un evento in quella zona andando a vedere nel passato quante volte si è verificato e con quale frequenza e quali sono stati i segnali che l'hanno preceduto. Il sistema di Giampaolo, che sta passando tutto l'iter scientifico di riferimento, è invece in grado di dire con determinazione - e per questo è definito sistema deterministico – dove si verificherà un terremoto e con quale magnitudo.
 Poi mi chiedono ancora: è vero che è stata installata una rete di strumenti per controllare l'attività sismica della Majella e del chietino? Giampaolo non ne sa assolutamente niente, ma la cosa più inquietante è che mi dice che anche se lo avessero fatto non glielo avrebbero detto.
 Qualcuno vorrebbe poi sapere se c'è qualche rischio di evento sismico significativo nella zona del chietino. Giampaolo dice che è una zona pressapoco costiera e quindi il rischio è molto basso. Ecco, c'è da dire che non esistono zone del mondo dove il rischio è nullo. I terremoti accadono anche in mare e quindi è possibile che accadano e avvengano ovunque, però diciamo che attualmente a livello probabilistico la fascia costiera è meno interessata da fenomeni sismici di una certa natura.
 Soleluna sul blog faceva notare che due sere fa abbiamo sentito Giampaolo circa alle nove e mezza, io mi trovavo a Fano, e avevamo diagnosticato alcuni eventi strumentali a Sora, poi verso le cinque del mattino si è verificato un 3.1. Questo perché mezz'ora dopo che ci siamo sentiti un radonetro ha segnalato – quello dei Magliano dei Marsi – un piccolo picco che indicava appunto l'approssimarsi di un evento un pochettino più forte, al di sopra dello strumentale, come è un 3.1. Che poi ovviamente, se si verifica vicino a un centro abitato, viene percepito in maniera molto più intensa. Soleluna faceva notare che si dice “state tranquilli", perchè nella fascia tra le sei e le ventiquattr'ore non avverranno sismi diversi da quelli indicati, ma magari tra mezz'ora assisteremo a un picco di radon e quindi qui si dice 'date un bacio ai vostri figli e andate a dormire', però succede che magari alle cinque del mattino arriva giù un cataclisma e... tutti giù per terra!  - Come recita un famoso adagio per bambini. Ecco, non è proprio così, perché – questo me lo ha spiegato Giampaolo questa sera e io lo riferisco a voi nella maniera più semplice possibile – è vero che un terremoto non è sempre preceduto da uno sciame di piccole scosse che possano farne rilevare l'avvento, però esiste un motivo preciso per questo. Laddove la crosta continentale è molto più alta, e quindi nei luoghi della terra più antichi, che si sono formati per primi– sapete che la crosta è in movimento, le zone di subduzione, cose che abbiamo studiato a scuola – e quindi nei posti dove la crosta può arrivare a 150-200 chilometri, e secondo Giampaolo anche molto di più, (ha fatto l'esempio dell'Himalaya, dovrebbe essere alto – adesso non fucilatemi – circa 8.000 metri, dice è come la punta di un iceberg. Sapete che dell'iceberg la parte emersa è una parte infinitesimale, una piccola frazione rispetto alla montagna che sta sotto, e così avviene per la crosta oceanica e la crosta continentale) i terremoti che anticipano i piccoli eventi, le scossettine che anticipano l'approssimarsi di un evento più forte, dirompente, avvengono a tale profondità, perché le faglie sono molto ma molto profonde, che l'onda sismica nel suo procedere verso la superficie autonomamente rallenta per via dell'inerzia, per via dell'attrito che si forma e quindi queste piccole scosse premonitrici non vengono percepite dalla superficie ed è per questo che si dice che il sisma arriva senza che in qualche maniera sia stato allertato precedentemente da uno sciamei. Ma nella fascia dell'aquilano, Sora, insomma in questa conca, nella conca dell'aquilano e zone limitrofe la crosta terrestre è molto più sottile, circa 20-25 chilometri. E' una zona relativamente recente. Quindi tutti i sismi che si verificano, gli eventi, avvengono a 10, 15, 8 chilometri di profondità e quindi l'onda sismica che si genera raggiunge la superficie nello spazio di pochissimo tempo. Me lo ero segnato, credo che stiamo parlando addirittura di meno di un secondo. Questo significa che tutte le scosse premonitrici si avvertono ed è così possibile allertarsi e cercare di assumere gli atteggiamenti difensivi del caso. Quindi, tornando al caso dell'altra sera, esiste sempre la possibilità che se questo evento montasse all'improvviso poi magari il suo manifestarsi potrebbe avvenire nel momento in cui tutti ancora dormono - attualmente Giampaolo lavora da solo e a volte con due collaboratori, quindi potete capire che di notte, quando si dorme, non si possono guardare i grafici. Poi Giampaolo ha delle giornate molto intense e non potrebbe fare a meno di dormire -, però è vero che siccome la crosta terrestre, come vi dicevo, è molto sottile, l'approssimarsi di un evento più catastrofico verrebbe sempre anticipato da una serie di scossette di un certo tipo e quindi il fatto che adesso non si vedano e si possano prevedere soltanto rade scosse strumentali è un indicatore sufficiente per dire probabilmente che un evento sismico catastrofico non può succedere, anche al di fuori del raggio strumentale, della copertura strumentale di Giampaolo Giuliani, come è in questo caso Sora.

 ora voglio raccontarvi una cosa fantastica, cioè a dicembre, come già saprete, Giampaolo parteciperà al più grande convegno internazionale che si occupa di terremoti a San Francisco, in particolare dal 14 al 18 dicembre e figuratevi che c'è qualcuno che sta pensando anche di aiutarlo a pagarsi il viaggio. Ma non soltanto quello: abbiamo detto che ieri a Sora si sono accordati sindaci, assessori e la cittadinanza per vedere di installare un paio di rilevatori. Bene, già oggi sono stati richiesti i primi preventivi e ci sono già due macchine la cui trattativa è in stato avanzato e quindi potrebbero essere chiuse presto e Sora, e non solo, potrebbe finalmente essere coperta. Ma non solo. Mi stanno contattando dalla Calabria delle persone, che io ringrazio ancora, interessatissime a divulgare la tecnica di Giuliani. Non vedono l'ora, aspettano anche loro il dvd e sono anche interessate, siccome anche il loro territorio purtroppo soffre di questa piaga che è la terra che si muove, ad installare dei rivelatori. Insomma, ragazzi, ce la stiamo facendo da soli grazie alla rete ma non solo: stiamo muovendo anche i media, c'erano tanti giornalisti ieri. E vi devo dare una notizia che probabilmente non si dovrebbe sapere, ma oggi un giornalista ha chiamato Giampaolo, e questo giornalista era nientepopodimeno che il giornalista che abbiamo visto nel video “7 giorni: la videocassetta che uccide”. Ha chiamato dicendo che voleva intervistarlo assolutamente, chiedendo se Giampaolo poteva raggiungerlo. Giampaolo non poteva muoversi e quindi niente intervista, per adesso, ma stiamo facendo un casino che non ha limiti ragazzi, rendetevene conto. Sono molto contento di questo. La potenza della rete per una volta non è soltanto verbale, non è soltanto virtuale ma stiamo scendendo concretamente nel paese e lo stiamo cambiando. Dicevamo che qualcuno quindi si sta attivando non solo per coprire la rete di rivelatori, non soltanto per prenotare copie del dvd e poi distribuirlo, perché anche la consapevolezza, l'informazione fa molto, ma anche per pagare il viaggio a Giuliani a San Francisco e addirittura a Fano c'è un gruppo di persone che ho conosciuto l'altra sera e sarebbero disposti anche a sponsorizzare il mio accompagnamento in maniera da avere del materiale dimostrativo, un filmato, un secondo dvd da poter diffondere e far conoscere quello che Giampaolo dirà. Saranno almeno due appuntamenti, esattamente il 14 dicembre, che dovrebbe essere un mercoledì, uno alle 16.45 e l'altro alle 17.30. Quello alle 16.45 si chiamerà “Radon observations by Gamma Detectors “PM-4 and PM-2” during the seismic period (January – April 2009) in L’Aquila Basin”, quindi: “osservazioni sul radon condotte attraverso lo studio del rilevatore gamma PM4 e PM2 durante il periodo sismico tra gennaio e aprile 2009 a L'Aquila”. Stiamo esportando la nostra esperienza e la nostra conoscenza all'estero grazie anche ai ricercatori che non prendono una lira di soldi pubblici ma investono del loro, e grazie anche ai cittadini che stanno supportando questa iniziativa e con le loro grancasse stanno attirando di nuovo il naso degli sciacalli mediatici che tornano ad annusare odore di scoop. Ma non sono così sicuro che noi vogliamo farli entrare nelle nostre cose, forse è ora che il futuro ce lo costruiamo da soli. Questo evento sarà condotto  da Giuliani, Eusani, Totani, che sono persone che non conosco ma che si occupano di coadiuvarlo nelle ricerche. Il secondo evento delle 17.30 si chiamerà “Atmosphere and radon activities observed prior to Abruzzo M6.3 earthquake of April 6, 2009", cioè più o meno “attività del gas radon e attività dell'atmosfera osservate prima dell'evento catastrofico di 6.3 di magnitudo del 6 aprile”. È interessante notare come in America utilizzano quel “6.3” come magnitudo  dell'evento e non il 5.8 o il 5.9 che abbiamo adottato noi.

 Bene, vi saluto segnalandovi un post interessante che è stato pubblicato oggi sul blog, ovvero qualcuno ha fatto uno studio, l'università di Orviedo e l'università di Oxford, e hanno pensato di valutare lo stato della connessione in vari paesi del mondo, circa 66, per vedere come ce la passiamo, se siamo capaci di navigare su “youtube”, se usiamo “facebook” in maniera soddisfacente, e hanno fatto una valutazione per vedere quale dovrebbe essere la qualità della nostra banda sia oggi sia soprattutto nel futuro per incontrare gli standard minimi di settore per riuscire ad avere una navigazione piacevole. Bene, so che non ci crederete mai perché voi sperimentate sulla vostra pelle quanto siamo bravi, quanto siamo fighi, quanto corriamo veloci sulla rete italiana, tutti i più piccoli paesini in Italia, anche le catapecchie e le baite su in montagna hanno una connessione ad internet veloce. Bene, non vorrei disilludervi ma su 66 paesi noi siamo esattamente 38esimi e, tanto per darvi una lettura, prima di noi vengono paesi molto sviluppati come la Lituania, la Lettonia, la Romania, la Slovacchia, ma anche paesi come Taiwan, Hong Kong, l'Estonia, l'Islanda, la Grecia, il Canada, la Polonia, la Turchia, la Nuova Zelanda. Insomma tutti sembrano navigare più velocemente di noi ed è un parametro fondamentale, perché se voi riuscite a guardare questa diretta streaming e ad informarvi e ad informare i vostri amici e purtroppo alcuni non ce la fanno, è proprio grazie alla qualità della banda (larga?), e chi non riesce lo deve a questo gap tecnologico. Ma il gap tecnologico non è ancora stato colmato perché non c'è una volontà politica che lo vuole colmare. Proprio su quel documento, su questo studio è emerso che la banda larga porta benefici in termini sociali, in termini culturali e anche in termini di burocrazia e di gestione della cosa pubblica. Pensate soltanto ai certificati online, non dovete più andare in Comune.
 Però porta benefici anche in termini di informazione. Probabilmente questo è il motivo per cui l'Italia si trova a sole tre posizioni dalla Cina. Esattamente: noi siamo al 38° posto e la Cina sta al 41°. Questo non vi dice niente? La Cina è quel paese dove le libertà tecnologiche, le libertà di informazione sono pressoché nulle e dove sono vietate (filtrate) le ricerche su Google, dove sono vietate tante altre cose, compresi i diritti civili, compreso il diritto per esempio ad avere dei bambini e dove 15 intellettuali si sono radunati di recente, 15 tra registi, scrittori, studenti, professoroni, per stilare un rapporto, un documento che si chiama “dichiarazione dei diritti umani su internet” che identifichi con grande semplicità quali sono le caratteristiche che la rete deve avere in un mondo socialmente evoluto, e queste caratteristiche sono la libertà, la libertà di informare, la libertà di avere le proprie opinioni, la libertà che qui da noi si chiama Articolo 21, ma voi sapete che per costituzione lo vogliono modificare, l'Articolo 21. C'è un senatore di Pescara, faceva il notaio, che oltre alla frase che c'è “ognuno ha diritto ad esprimere la propria libertà di opinione e di pensiero, purché lo faccia nei termini della pubblica decenza” - cioè se voi andate in giro nudi su un autobus a gridare le vostre idee probabilmente siete indecenti - ha pensato che bisogna aggiungere un trafiletto, e c'è già un disegno di legge, già presentato, che dice che ci si può esprimersi liberamente “purché non si rechi diffamazione e non si leda la reputazione, la dignità di qualcun altro”. Voi vi rendete conto che è difficile scrivere un articolo, specialmente quando si fa giornalismo di inchiesta, senza rischiare di ledere la reputazione e l'onorabilità di qualcuno. Prima c'era uno strumento, c'era già, e vale nella vita civile esattamente come in rete, quello della querela, e non c'è la necessità di cambiare le regole per internet: se tu ti esprimi pubblicamente e violi la dignità, la reputazione di qualcuno, questo qualcuno ti può querelare e un giudice stabilità se ha ragione o torno. Adesso dire cose spiacevoli su qualcuno diventerà direttamente incostituzionale. Ma perché ho parlato della Cina? Perché proprio in Cina esiste una norma per cui tutti i siti che accettano dei commenti da parte dell'utente, i forum, le chat, i social network, non muovono più un dito se prima non viene presentata la carta di identità. Ebbene proprio pochi mesi fa, c'è un post sul blog che si chiama “Ucci ucci, sta arrivando la Carlucci”, la Carlucci, il nostro Ministro ex showgirl, grande intenditrice di rete, aveva presentato un disegno di legge per costringere chiunque, come me e come voi in questo momento, a presentare la carta di identità ogni volta che si inserisce un singolo bit sulla rete, non importa se sia testo, immagini, video, audio o quant'altro.  Ecco, quando si dice che la Cina è vicina non è poi così un luogo comune, non è poi così un modo di dire.

 In rete stiamo ancora riuscendo ad organizzarci, stiamo ancora riuscendo a fare quello che l'informazione pubblica non fa, l'informazione pubblica legata dal trattato di Amsterdam, che deve essere correlata alle esigenze democratiche dei cittadini, alle esigenze di informazione dei cittadini, che purtroppo invece è correlata alle esigenze di informazione dei potenti. In rete in questo momento, con questo esperimento, stiamo provando a stravolgere le regole del gioco.

 E ci stiamo riuscendo.

Grazie a Maria Laura Borruso per la trascrizione dell'intervento Live

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