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COME SI FA? La Patch Cord, ovvero come terminare un cavo di rete

Come si fa? La patch cord.

Come si fa? La patch cord.


 C'è crisi. Il lavoro latita. Ma internet ci salverà. Chissà: magari ci aiuterà anche a trovare un lavoro. Non ci credete? Uomini di poca fede!

  Allora oggi impariamo a realizzare una patch cord, o un patch cable. Insomma: impariamo a terminare un cavo di rete. Quando sarete esperti, potrete offrirvi di terminare cavi di rete a chiunque ne abbia bisogno. E vi garantisco che, in un mondo via via sempre più interconnesso, se sai terminare un cavo di rete te la cavi sempre. Inoltre, saper maneggiare cavi di rete e affini è un mattoncino fondamentale della conoscenza per chiunque abbia a cuore i temi dell'alfabetizzazione informatica. Oltre il 58,8% degli individui che al gennaio 2010 non hanno mai navigato dichiara esplicitamente di non sapere usare il computer. Il 15,8% si sente inadeguato in quanto a conoscenze informatiche e il 7,3% navigherebbe se trovasse qualcuno che lo aiuta.

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Fastweb e quella piccola anomalia da 6 mililoni di euro l'anno

Fastweb X-Files Dana Scully Fox Mulder Claudio Messora Paola

 Correva l'anno 2004 - 2005. Secondo quanto risulta agli atti dell'indagine Broker, il traffico telefonico era al centro della più grossa operazione di evasione fiscale di tutti i tempi: oltre due miliardi di euro. Le telefonate si facevano girare come figurine panini. "Ti do venticinque minuti con Tokio, tu cosa mi dai?" "Ho una rarissima, introvabile intercontinentale con la Lapponia. Ti interessa?" E l'iva? Sta bene, grazie. Salutamela.
 In alcuni casi, secondo l'auditing fatta da Telecom, il traffico telefonico poteva addirittura essere inventato artificialmente. E qui comincia la mia storia...

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Categorie: Informatica

Berlusconi fa causa alla rete

Ma che jella, il DDL Pecorella

Ma che jella, il DDL Pecorella


 Silvio Berlusconi fa causa alla rete. Lo fa dando mandato al suo avvocato difensore: Gaetano Pecorella. Lo stesso Pecorella che non ebbe difficoltà a dichiarare: «È vero, sono state fatte leggi funzionali a determinati processi. Abbiamo fatto il lodo Schifani, poi dichiarato incostituzionale e che in effetti in qualche parte lo era, per consentire a Berlusconi di governare».
 Un Pecorella recidivo, che il Popolo della Libertà, in previsione dell’eccezione di incostituzionalità sul Lodo Alfano, proponeva nel 2008 come giudice della Corte Costituzionale, attesa il 6 di ottobre ad esprimersi sullo scudo spaziale che trasforma il corruttore dell’avvocato inglese Mills in un Presidente del Consiglio. Gli altri giudici poi si sarebbero potuti convincere a cena, tra un sorso di buon vino e, magari, – ma questa è un’illazione - una prostituta d’alto bordo.

 Parlamentari ad personam per leggi ad personam. Da Ghedini a Pecorella, Berlusconi ha traghettato il suo studio legale in parlamento e l’ha messo sul conto spese degli italiani. Poi ditemi che non è geniale. La rete va contro gli interessi del capo? La rete si abbatte, per legge. Ci stanno provando tutti, Alfano, D’Alia, perfino la Carlucci. Oggi è il turno di Pecorella. Ogni volta è peggio: Alfano si era limitato ad introdurre il Diritto di Rettifica, previsto dall’Art.8 delle Disposizioni sulla Stampa promulgate l’8 febbraio 1948. D’Alia aveva avuto la brillante idea di conferire direttamente a Maroni il potere di emanare un decreto di censura, senza coinvolgere la magistratura. Sarebbe bastato un breve commento, inserito clandestinamente, magari nottetempo, aggiunto ad un post sconveniente, per gridare all’apologia di reato e ordinare a tutti i fornitori di connettività internet di filtrare un blog nello spazio di una sola mattina. La Carlucci, per finire, voleva far presentare la carta d’identità a chiunque faccia transitare un singolo bit sulla rete.

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Categorie: Politica, Informatica, Informazione, Internet

Prima diffida e richiesta di rettifica per Byoblu.Com

Il diritto di rettifica nel Web 2.0
Contro il DDL Intercettazioni: trackbacks e blog reactions

  Sono emozionato. Ieri sera tardi ho ricevuto la mia prima diffida e, cosa di estrema attualità, la mia prima richiesta di rettifica. Ringrazio l'Ing. Armido Frezza perché, paradossalmente, mi da modo di illustrare nel concreto perché il DDL Intercettazioni è una porcata.

  Il 20 giugno 2009 si dicevano tante cose nell'aquilano. Ne parlava perfino Il Manifesto. Ho riportato le cose che si dicevano nel post "Strane voci a L'Aquila", ovvero che tra i vincitori della gara d'appalto per la ricostruzione di L'Aquila figurava la ditta di costruzioni dell'Ing. Frezza. Si diceva che proprio la costruzione di un garage da parte sua avesse indebolito la struttura della palazzina in via XX Settembre, 79, causandone il successivo crollo la notte tra il 5 e il 6 aprile. La formula usata era volutamente dubitativa.

  Il 27 giugno mi scrive Silvia Frezza. Mi dice che il giornalista de Il Manifesto avrebbe sciacallato e che avrebbe pubblicato la smentita con tante scuse. Le rispondo che sono disposto a fare di più e meglio. Le propongo un'intervista all'Ing.Frezza, nella quale egli stesso potrà fare chiarezza sulle voci che, volenti o nolenti, girano incontrollatamente. Non ricevo risposta. In cambio, mi scrivono i suoi legali ieri sera, 7 luglio 2009, inviandomi questa diffida con acclusa richiesta di rettifica.
 
  Tralasciando la responsabilità, presunta o meno, dell'Ing.Frezza, che non è rilevante ai fini di questa discussione e sulla quale lo studio legale Marazzita & Associati ha già chiarito la sua posizione, prontamente pubblicata nell'articolo incriminato, nella diffida si legge che: «Lo stesso brano, con il medesimo titolo, è stato da Lei pubblicato sotto lo pseudonimo di "Byoblu" in altri siti web, tra cui http://hardcorejudas.tumblr.com, http://umanesimo.tumblr.com, http://gravitazero.tumblr.com, http://aubreymcfato.tumblr.com [...] Con riserva di agire per le vie giudiziarie La invito, anche ai sensi dell'Art.8 della Legge n. 47/1948, a rimuovere immediatamente dal suo sito e dagli altri sopracitati il brano, ed a pubblicare tempestivamente la presente rettifica.»

  Voilà. La frittata legale è servita!

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Google Latitude: stiamo venendo a prenderti!

Google Latitude Big Brother
Stiamo venendo a prenderti!

 

Istruzioni per l'uso:
   1. guardare il video
   2. sincronizzare l'ascolto con la lettura del testo sottostante.



 Google Latitude Big Brother è una nuova funzionalità di Google Maps del Nuovo Ordine Mondiale che puoi attivare solo su richiesta, e ti consente di condividere la tua posizione con amici e parenti, oltre naturalmente ai server di Mountain View che all'occorrenza potrebbero essere consultati dalla CIA, o magari fornire preziose indicazioni sui tuoi spostamenti, a fini statistici, politici o commerciali (Facebook docet).

 Per iniziare, manda un invito a
metti sotto controllo un amico, o accetta fatti tracciare se vieni invitato. Anche dopo avere accettato gli inviti, continuerai a mantenere il pieno controllo della tua privacy., che non esclude tuttavia la registrazione di tutti i tuoi movimenti nella banca dati del più grande colosso della rete, lo stesso che intercetta tutte le conversazioni di posta elettronica scambiate da e verso gli utenti di Gmail, analizzandone il contenuto a fini commerciali, e conservando tutto in eterno. Al confronto, i tabulati di Genchi sono album di figurine della Panini.

 Vediamo come funziona Google Latitude
Big Brother.
 Accedo al mio account Voi iniziate a pedinarmi, e aggiungo qualche amico dai contatti di Gmail e io inizio a comportarmi come un virus liberticida, cercando di infettare chi mi considerava un amico. Quando i tuoi ex amici accettano l'invito, potrai vederli sul tuo cellulare. E noi inizieremo finalmente a pedinare anche loro.

 Ad esempio: questo è Ali Abdul Karim Nabil Suleiman. A quanto pare, è andato a trovare la sua famiglia al Cairo è andato a bloggare in un parco del Cairo, definendo il Presidente Mubarak un faraone dell'Antico Egitto. Per fortuna, grazie a Google Latitude Big Brother, sapendo dov'era la polizia lo ha arrestato ed è stato condannato a quattro anni di prigione, dopo un processo di soli cinque minuti.

 Alice invece è in Australia, a fare surf come al solito, beata lei!
è andata a trovare tre ragazzi che conosceva da un sacco. In seguito, è venuta a sapere che la MIPI - Music Industry Piracy Investigations - li accusava di scambiare illegalmente brani musicali sulle reti P2P. Siccome erano tra gli amici di Alice su Facebook, e le avevano da poco scritto un messaggio in bacheca invitandola a venirli a trovare, grazie al fatto che Alice aveva installato Google Big Brother sul suo perafonino, la MIPI ha potuto seguire i suoi spostamenti ed è riuscita finalmente ad arrestare i tre delinquenti, con un'operazione di polizia digitale agile e indolore. In punta di click.

 Mamma e papà devono essere finalmente rientrati dalle vacanze. Li avevo sentiti da poco, grazie a GMail. Pensate: mi avevano scritto lamentandosi del fatto che nel villaggio turistico non si vedeva il TG4. Mamma in special modo confessava di non vedere l'ora di sprofondarsi in poltrona e accendere la televisione...
Forse per questo non gli succederà niente, e continueranno in tutta tranquillità la loro vita di sempre, senza alcun fastidio.

 E loro... sono andati a giocare a tennis qui vicino a giocare a "brucia l'indiano" alle panchine della stazione. Magari dopo li raggiungo. Così, mentre informo i miei amici in tempo reale su Twitter, potrei accompagnare all'ospedale gli extracomunitari superstiti - tocca sempre a me rimettere a posto i giocattoli.
 Tra l'altro non so perché, ma è già la seconda volta che mi capita una strana coincidenza. Il medico non fa a tempo a spegnere il clandestino ancora avvolto dalle fiamme, prima di denunciarlo, che già arriva Maroni con un bel decreto di espulsione - come se qualcuno lo avesse già informato. Che faccia parte della nuova politica di riduzione dei consumi energetici? Mettono l'immigrato incandescente alla testa della carovana così non devono accendere le torce per illuminare il sentiero che attraversa il confine...

 Resta in contatto con i tuoi amici Consegna anche tu le ultime informazioni che ancora mancano al sistema sul tuo conto, grazie a Google Latitude Big Brother.

 Per iniziare ad utilizzare il servizio a farti tracciare, visita la pagina google.it/latitude dal browser del tuo telefono, o dal tuo computer.

 Google Latitude Big Brother.
Stiamo venendo a prenderti!

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