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E due mesi dopo Katyn, in Polonia saltano fuori sconfinate riserve di Gas Naturale

La guerra in Georgia

La guerra in Georgia


 Come dicevo su questo blog il primo settembre 2008, stiamo entrando nell'Era del Gas Naturale.

 Fa molto specie, quindi, scoprire che neppure due mesi dopo il secondo massacro di Katyń, che ha inesplicabilmente decapitato tutta la classe dirigente polacca, in Polonia saltano fuori immensi giacimenti di... Gas Naturale, il più classico dei monopoli russi.

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La scatola nera di Smolensk

Scatola Nera Smolensk

  L'ultimo capitolo della maledizione di Katyń è la consegna di alcune delle trascrizioni che le autorità russe avrebbero sbobinato dalla scatola nera del Tupolev della morte, che ha decapitato in men che non si dica, direi con precisione chirurgica - altro che bombe intelligenti -, tutta la classe dirigente della Polonia. Un nuovo tipo di golpe che va ad aggiungersi al golpe bianco di Edgardo Sogno, al golpe borghese del Fronte Nazionale di Junio Valerio Borghese, al golpe dolce della P2,  al golpe finanziario degli speculatori che manovrano la politica, a quello mediatico (rovesciare il consenso mediante il controllo dell'informazione) e via dicendo. Parliamo del golpe della tragica fatalità, altrimenti detto golpe aereo, o golpe al volo con triplo  avvitamento carpiato a destra.

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Górski: ci hanno impedito di atterrare a Smolensk più e più volte

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 Pubblico due lettere che mi sono pervenute oggi. La prima è un commento sulla scomparsa di Raimondo Vianello, mentre la secondo torna sulla tragedia di Smolensk.

  IO NON MI UNISCO AL CORDOGLIO
 di Stefano M.

Caro Claudio,

  così come quando morì Mike Bongiorno, anche oggi, nel giorno della scomparsa di Vianello, non me la sento di accodarmi al cordoglio unanime per la scomparsa di un'icona italiana. Il perché è presto detto. Se è vero che le persone restano nei nostri pensieri per i ricordi che ci istillano, io, di Vianello e Bongiorno, ho un ricordo nerissimo che, ancora oggi, ci sta facendo pagare il prezzo della società mediocre che è diventata l'Italia.
 
 Elezioni 1994, prima volta di Berlusconi. Nessuno ricorda il siparietto di Vianello durante la trasmissione «Pressing»? Davvero nessuno ricorda che, grazie al potere di persuasione di personalità così presenti nelle coscienze subculturali del nostro Paese, Berlusconi si aggiudicò la prima maledetta vittoria elettorale? Io ricordo soprattutto questo di Vianello (e anche di altri, come Bongiorno, Scotti, Fede e via dicendo). Non so, magari sbaglio. Ma quella frase «finalmente so per chi votare» detta di fronte a milioni di spettatori, non me la scorderò mai... E, questo, di Vianello, porterò come ricordo.

Ciao
Stefano

Caro Stefano,
  hai ragione. Del resto fa parte dell'essenza stessa del conflitto di interessi, motivo per il quale chi possiede tre televisioni e molti giornali non dovrebbe in alcun modo scendere in politica, per non inquinare la democrazia.

 Per quanto riguarda Bongiorno, Vianello ed altri, credo anche che spendere due parole a favore del candidato Silvio Berlusconi probabilmente sia stato stato loro imposto, così come del resto fu imposto alla redazione de Il Giornale. Montanelli, certo, ebbe la compiacenza di andarsene, ma il suo ruolo era diverso: si occupava di informazione. Vianello e Bongiorno erano intrattenitori, presentatori, showmen... non si può pretendere che un comico abbia sulle spalle la stessa responsabilità di un direttore di giornale. Per questo io non me la sento di essere così duro.
 Il loro punto di vista era:

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Mystic Katyn

Mystic Katyn

Mystic Katyn


  Medvedev e Putin sono berlusconoidi. Il berlusconoide è uno speciale tipo di magnete che, posto di fronte a un altro berlusconoide, lo attrae incondizionatamente, da qualsisi lato gli venga accostato. Per questo, Silvio Berlusconi si fa spesso vedere insieme a Putin.
 Li accomuna la stessa visione della Costituzione. Due volte presidente della Federazione Russa, nel 2000 e nel 2004, alle ultime elezioni Vladimir non avrebbe potuto ricoprire lo stesso ruolo per la terza volta di fila, a causa di quella seccatura modaiola della carta costituzionale. Così, in perfetto stile ghediniano-berlusconoide, fa eleggere il suo delfino, tale Dmitrij Medvedev, il quale a sua volta lo rinomina primo ministro il giorno stesso della sua elezione, il 7 maggio 2008.
 Risultato: Putin può continuare tranquillamente a fare il presidente ufficioso da mane a sera, senza problemi, su e giù per il globo terracqueo. Una gran presa per il culo, ma legale. Se credete davvero a quelle frottole sulla democrazia e sul popolo sovrano, vi auguro di continuare a dormire, che sicuramente chi sonnecchia può quantomeno indulgere in appassionanti sogni lucidi.

  Detto questo, il "presidente" Dmitrij Medvedev è stato ospite negli studi RT di Washington. Ha rilasciato un'intervista. Gli hanno chiesto della tragedia di Smolensk, del massacro di Katyn e di un possibile rigurgito di Stalinismo. Ha detto che a Smolensk si è verificato qualcosa di mistico.

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Katyn, il genocidio negato

Katyn: il genocidio negato

Katyn: il genocidio negato


 Quello che è successo due giorni fa in Russia sortisce gli stessi effetti di un vero e proprio colpo di stato che azzera i vertici di un paese membro dell'Unione Europea. Se i rapporti tra la Polonia e il regno di Vladimir Putin, infatti, fossero improntati ad una solida cordialità, non ci sarebbe motivo di dubitare circa le dinamiche della tragedia occorsa sui cieli di Smolensk. Tuttavia, la Polonia è sempre stata considerata dalla Russia come una provincia romana sulla quale estendere la propria influenza ed allungare la zampetta, un po' come fa il gatto con il topo quando quest'ultimo tenta di riguadagnarsi la libertà. E non è necessario risalire alla seconda guerra mondiale per leggere con chiarezza le dinamiche in gioco: è sufficiente guardarsi alle spalle di una manciata di mesi.
 Ma nessuno lo fa. Quindi, come al solito, armiamoci di tanta buona volontà e rimbocchiamoci le maniche. Vedrete che la strada è in discesa.

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