
Tutte le balle di SuperQuark sul radon
Se fate una ricerca sui maestri liutai, potreste non menzionate
Stradivari? Se realizzate uno speciale sullo standard mp3, intervistate
Leonardo Chiariglione. Se state studiando il conflitto di interessi, una domanda a Berlusconi magari gliela fate... Così, se parlate di prevedibilità dei terremoti, se anche solo nominate la parola
radon, beh... allora dovete per forza alzare il telefono e chiamare
Giampaolo Giuliani.
Lo farebbe chiunque.
Piero Papera no. Lui preferisce inviare una troupe in america a spese dei contribuenti, piuttosto che mandare uno della redazione con una telecamera in mano a L'Aquila, nei laboratori di un italiano, un Cristoforo Colombo dei tempi moderni che magari dovrà ancora dimostrare di essere arrivato nel nuovo mondo, ma che di sicuro durante il viaggio ha visto cose che devono essere raccontate.
Un giornalista, prima ancora che un divulgatore scientifico, fa esattamente questo: mostra allo spettatore -
pagante -
tutta la vallata, e non solo lo scorcio dove ha costruito la villa un suo amico. Mostra sia lo stato dell'arte dell'establishment scientifico sia le nuove promettenti frontiere. Soprattutto in materia di prevedibilità dei terremoti, campo in cui lo stato dell'arte è
zero.
Piero Papera no. Lui preferisce una lunga, desolata inquadratura vuota, puntata sul niente, piuttosto che girare la telecamera sulla frenetica, laboriosa, clamorosa attività brulicante di interesse e speranza che avviene alle spalle del cameramen.
Piero Angela sta alla divulgazione scientifica come Emilio Fede all'informazione.
Non fa niente. Lo speciale su Giuliani lo farò io.
Intanto, come promesso, l'ho raggiunto telefonicamente per commentare insieme la puntata di Superquark del 30 luglio.
INTERVISTA A GIAMPAOLO GIULIANI
Claudio Messora: Oggi è venerdì 31 Luglio. Come ben saprai ieri sera è andato in onda uno speciale su Superquark relativamente alla tecnica di previsione dei terremoti. Si fa uno speciale sulla tecnica di previsione dei terremoti parlando di gas radon e si vanno ad intervistare ricercatori d'oltreoceano senza preoccuparsi di andare a chiedere a chi se ne occupa sotto casa nostra. E' alquanto curioso non trovi?
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